8 agosto 2026 · MTB · Specialized Epic

Pizzi Deneri

In cima all’Etna in MTB: l’epica salita a Pizzi Deneri

Distanza
83,5 km
Dislivello
2605 m
Quota max
2692 m
In movimento
6h 40m
Media
12,5 km/h
Tempo totale
8h 02m
AltimetriaPassa sul grafico
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Conosco solo due modi per raggiungere la cima dell’Etna in mountain bike: uno parte da Piano Provenzana, l’altro dal Rifugio Sapienza.

Entrambe le scalate portano lassù, dove il paesaggio diventa improvvisamente lunare. È uno spettacolo unico, quasi difficile da descrivere a parole: ti ritrovi su un vulcano attivo, al cospetto di crateri spesso ancora fumanti, mentre all’orizzonte lo sguardo spazia fino al blu del Golfo di Catania. Nonostante ci sia salito e risalito decine di volte, lo stupore che provo è ogni volta lo stesso della prima.

Forse è proprio per questo che ogni anno propongo questa scalata alla mia squadra: per rivivere in primis io stesso questa sensazione, per dare a chi non c’è mai stato l’opportunità di provarla e… beh, perché è anche un gran bell’allenamento!

Metto subito le mani avanti: la salita verso l’Osservatorio Vulcanologico di Pizzi Deneri è tosta. Davvero tosta. Non è un itinerario alla portata di tutti, e questo spiega perché ci vado soltanto una volta all’anno: devo dare a me stesso il tempo di dimenticare la fatica!

Il periodo migliore per affrontarla in bici è agosto: negli altri mesi il rischio di trovare freddo pungente o persino neve in quota è molto alto. Un consiglio spassionato? Portate sempre con voi una giacca antivento, anche in pieno agosto.

Come organizzare l’uscita: le tre opzioni

Per affrontare questa impresa ci sono fondamentalmente tre possibilità:

  1. In auto fino a Piano Provenzana (l’opzione classica): Si arriva in macchina fino al punto di partenza dei truck 4x4 ed è lì che inizia la vera salita, interamente su sterrato e caratterizzata dalla tipica sabbia vulcanica. Nota pratica: ricordatevi che il parcheggio è a pagamento. Le strisce blu ormai dominano la zona e sono costantemente presidiate dal personale in gilet giallo, pronti a staccare contravvenzioni!

  2. Partenza direttamente da casa (per i più allenati): Si sale con calma su asfalto per risparmiare la gamba il più possibile, fino a raggiungere la sbarra di Piano Provenzana, per poi concentrare tutte le energie residue sulla salita sterrata.

  3. Avvicinamento full off-road (la variante di quest’anno): Di solito avevamo sempre scelto la seconda opzione, ma quest’anno abbiamo deciso di stravolgere i piani. Nella traccia che vi condivido, abbiamo svolto l’intero avvicinamento a Piano Provenzana completamente in fuoristrada! Morale della favola? Dimenticatevi il “salvare la gamba”: salite, passaggi tecnici e strappi violenti tipici dell’off-road ci sono serviti da “antipasto” prima del mostro finale. Ma noi siamo fatti così: ci piace proporre sempre qualcosa di nuovo… e sempre più duro!

Un momento di fede con se stessi

Se non siete dei campioni con valori da professionisti, la salita a Pizzi Deneri va affrontata prima di tutto con la testa. Le pendenze sono severe e il fondo sabbioso fa perdere aderenza: il rischio di “saltare” e mollar tutto è dietro l’angolo. Non vi nascondo che in più occasioni la tentazione di fermarmi ha sfiorato anche me.

Dico sempre che questa salita è un vero e proprio momento di fede con se stessi: bisogna scavare dentro di sé per trovare il ritmo, la forza mentale e la motivazione.

Ma vi garantisco una cosa: una volta arrivati in cima, ogni singola pedalata e ogni goccia di sudore vengono ripagate con gli interessi.

Qui sotto vi lascio una selezione di foto, sia di questa ultima uscita che foto d’archivio

#etna#salita

Foto del giro

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