«Ma che facciamo? Andiamo a Palermo?»
La maggior parte delle nostre uscite nasce così, con una parola buttata lì per caso. Solitamente, le idee strampalate scaturite nel delirio di una pedalata durano il tempo di una salita: una volta scollinato, l’ossigeno torna al cervello e ci riporta a più miti consigli.
Questa volta, però, l’idea pazza è tornata più e più volte nelle settimane successive. Colpa — o merito — di Elio e Filippo: «Capitano, organizza! Organizza!»
Non c’è mai fine alla pazzia dei ciclisti. Alla fine ho ceduto e, come un giocatore di poker, sono andato a vedere il bluff.
La pianificazione e la scelta del percorso
Ho iniziato a sviluppare diverse alternative, fino a definire quattro opzioni distinte: tre prevedevano di tagliare dall’interno attraversando il Parco dei Nebrodi, mentre una quarta opzione proponeva il periplo lungo la costa.
Inizialmente ero orientato sul percorso interno: il chilometraggio era contenuto (poco più di 200 km), anche se il dislivello superava i 4.000 metri.
E il ritorno?
Ovviamente in treno! Ho controllato subito gli orari delle corse da Palermo con trasporto bici al seguito: l’ultimo treno utile era intorno alle 18:00 (stendiamo un velo pietoso sui tempi di percorrenza della rete ferroviaria per rientrare a casa…).
Per valutare ogni dettaglio e decidere insieme, ci siamo dati appuntamento a cena. Attorno al tavolo: Elio, Filippo, Salvo, Carmelo, Alfio, Alessandro, io e Nando (nel ruolo di spettatore e tifoso). Tra un boccone di carne e l’altro, abbiamo soppesato pro e contro di ogni opzione.
Alla fine ha prevalso il periplo della costa. Anche se il chilometraggio complessivo andava ben oltre qualsiasi distanza affrontata finora, l’itinerario costiero offriva due grandi vantaggi:
- Sicurezza: rimanere sulla costa ci avrebbe permesso di salire sul primo treno utile in caso di débâcle o problemi tecnici.
- Logistica: con calcoli matematici degni del mio professore di Analisi 1, ho stimato una media sostenibile di 24 km/h, aggiungendo 5 ore morte per pause e imprevisti, con l’obiettivo di arrivare in stazione almeno un’ora prima della partenza del treno.
La conclusione? Partenza alle 20:30/21:00 della sera prima, viaggiando di notte attraverso i borghi illuminati della costa anziché tra le montagne buie e disabitate.
L’organizzazione
Fissata la data, ho pubblicato l’uscita nella chat della squadra: si sono uniti subito anche Fulvio e Flavio.
Il piano logistico era semplice:
- Lasciare le auto alla stazione di arrivo ad Acireale.
- Partire in bici la sera prima alle 20:30.
- Arrivare a Palermo, rinfrescarci, cambiarci in stazione e rientrare in treno.
(Piccola nota di merito: in Sicilia il trasporto delle biciclette in treno è gratuito. Almeno su questo siamo al top!)
Come è andata
Siamo partiti spaccando il minuto. Il timore strisciante dentro ognuno di noi era capire come avremmo reagito a tutti quei chilometri e a così tante ore in sella. La paura di “saltare” era concreta per tutti.
Ci siamo imposti due regole d’oro:
- Massima attenzione ad alimentazione e idratazione.
- Niente colpi di testa: niente accelerazioni da “cavalli pazzi”, salvaguardando la gamba ma mantenendo costante la media prevista di 24 km/h.
La notte è corsa via benissimo. A parte qualche foratura, verso le 6:00 del mattino viaggiavamo a una media di 27 km/h ed eravamo tutti incredibilmente lucidi. Lì mi sono rilassato: eravamo abbondantemente in anticipo sul cronoprogramma.
Dopo una bella colazione a Capo d’Orlando, abbiamo ripreso la strada verso Palermo. Con il passare delle ore, il sole alto, il traffico e l’accumularsi della stanchezza ci hanno fatto rallentare, ma abbiamo chiuso comunque con una media finale di 25 km/h. Risultato? Arrivo a Palermo con largo anticipo, pranzo meritato e un po’ di relax prima di salire sul treno del rientro.
Conclusione
È vero, ci sono idee che sembrano folli, e spesso è da pazzi assecondarle. Ma con un pizzico di logistica e buona pianificazione si può capire se c’è un margine di successo.
Per fortuna è andato tutto benissimo. Abbiamo fatto bene a metterci alla prova: questa pedalata rimarrà senza dubbio tra i ricordi più belli ed emozionanti che ci porteremo dentro.