24 luglio 2026 · Strada · Merida AERO REACTO 5000

Da Casa a Palermo

Ciclismo e follia: la nostra traversata fino a Palermo

Distanza
357,9 km
Dislivello
2319 m
Quota max
549 m
In movimento
14h 00m
Media
25,6 km/h
Tempo totale
18h 07m
AltimetriaPassa sul grafico
0200400600800 0 km50 km100 km150 km200 km250 km300 km350 km

«Ma che facciamo? Andiamo a Palermo?»

La maggior parte delle nostre uscite nasce così, con una parola buttata lì per caso. Solitamente, le idee strampalate scaturite nel delirio di una pedalata durano il tempo di una salita: una volta scollinato, l’ossigeno torna al cervello e ci riporta a più miti consigli.

Questa volta, però, l’idea pazza è tornata più e più volte nelle settimane successive. Colpa — o merito — di Elio e Filippo: «Capitano, organizza! Organizza!»

Non c’è mai fine alla pazzia dei ciclisti. Alla fine ho ceduto e, come un giocatore di poker, sono andato a vedere il bluff.

La pianificazione e la scelta del percorso

Ho iniziato a sviluppare diverse alternative, fino a definire quattro opzioni distinte: tre prevedevano di tagliare dall’interno attraversando il Parco dei Nebrodi, mentre una quarta opzione proponeva il periplo lungo la costa.

Inizialmente ero orientato sul percorso interno: il chilometraggio era contenuto (poco più di 200 km), anche se il dislivello superava i 4.000 metri.

E il ritorno?

Ovviamente in treno! Ho controllato subito gli orari delle corse da Palermo con trasporto bici al seguito: l’ultimo treno utile era intorno alle 18:00 (stendiamo un velo pietoso sui tempi di percorrenza della rete ferroviaria per rientrare a casa…).

Per valutare ogni dettaglio e decidere insieme, ci siamo dati appuntamento a cena. Attorno al tavolo: Elio, Filippo, Salvo, Carmelo, Alfio, Alessandro, io e Nando (nel ruolo di spettatore e tifoso). Tra un boccone di carne e l’altro, abbiamo soppesato pro e contro di ogni opzione.

Alla fine ha prevalso il periplo della costa. Anche se il chilometraggio complessivo andava ben oltre qualsiasi distanza affrontata finora, l’itinerario costiero offriva due grandi vantaggi:

  • Sicurezza: rimanere sulla costa ci avrebbe permesso di salire sul primo treno utile in caso di débâcle o problemi tecnici.
  • Logistica: con calcoli matematici degni del mio professore di Analisi 1, ho stimato una media sostenibile di 24 km/h, aggiungendo 5 ore morte per pause e imprevisti, con l’obiettivo di arrivare in stazione almeno un’ora prima della partenza del treno.

La conclusione? Partenza alle 20:30/21:00 della sera prima, viaggiando di notte attraverso i borghi illuminati della costa anziché tra le montagne buie e disabitate.

L’organizzazione

Fissata la data, ho pubblicato l’uscita nella chat della squadra: si sono uniti subito anche Fulvio e Flavio.

Il piano logistico era semplice:

  1. Lasciare le auto alla stazione di arrivo ad Acireale.
  2. Partire in bici la sera prima alle 20:30.
  3. Arrivare a Palermo, rinfrescarci, cambiarci in stazione e rientrare in treno.

(Piccola nota di merito: in Sicilia il trasporto delle biciclette in treno è gratuito. Almeno su questo siamo al top!)

Come è andata

Siamo partiti spaccando il minuto. Il timore strisciante dentro ognuno di noi era capire come avremmo reagito a tutti quei chilometri e a così tante ore in sella. La paura di “saltare” era concreta per tutti.

Ci siamo imposti due regole d’oro:

  1. Massima attenzione ad alimentazione e idratazione.
  2. Niente colpi di testa: niente accelerazioni da “cavalli pazzi”, salvaguardando la gamba ma mantenendo costante la media prevista di 24 km/h.

La notte è corsa via benissimo. A parte qualche foratura, verso le 6:00 del mattino viaggiavamo a una media di 27 km/h ed eravamo tutti incredibilmente lucidi. Lì mi sono rilassato: eravamo abbondantemente in anticipo sul cronoprogramma.

Dopo una bella colazione a Capo d’Orlando, abbiamo ripreso la strada verso Palermo. Con il passare delle ore, il sole alto, il traffico e l’accumularsi della stanchezza ci hanno fatto rallentare, ma abbiamo chiuso comunque con una media finale di 25 km/h. Risultato? Arrivo a Palermo con largo anticipo, pranzo meritato e un po’ di relax prima di salire sul treno del rientro.

Conclusione

È vero, ci sono idee che sembrano folli, e spesso è da pazzi assecondarle. Ma con un pizzico di logistica e buona pianificazione si può capire se c’è un margine di successo.

Per fortuna è andato tutto benissimo. Abbiamo fatto bene a metterci alla prova: questa pedalata rimarrà senza dubbio tra i ricordi più belli ed emozionanti che ci porteremo dentro.

#sicilia#lunga distanza

Foto del giro

Commenti