Che esperienza fantastica! È proprio vero: il ciclismo è uno dei pochissimi sport al mondo in cui anche un amatore o un semplice appassionato può pedalare negli stessi luoghi iconici e sui medesimi campi di gara dei veri campioni.
Quest’anno, come “trasferta lunga” con la squadra, abbiamo puntato su una grande classica del ciclismo: Le Strade Bianche.
Il viaggio e l’arrivo a Siena
Venerdì sera siamo arrivati a Siena dopo un lungo viaggio tutti insieme, tra un furgone per le biciclette e un pulmino a 9 posti. Il nostro Presidente, che era già sul posto, aveva già ritirato i pacchi gara per tutti. Stanchi morti, siamo andati dritti a cena e poi subito a nanna.
Il programma del weekend prevedeva una sgambata il sabato (il giorno prima della nostra gara), per approfittarne e visitare Siena, oltre a vedere passare i professionisti nei punti più strategici del percorso.
Un “gregario” d’eccezione
L’uomo chiave per il successo della giornata di sabato è stato Davide, un ciclista senese che ci ha guidati per tutto il tempo.
Ho conosciuto Davide due anni fa in Sicilia: stava facendo la Sicily Divide, un percorso escursionistico che taglia l’isola da Palermo a Catania. Quando è arrivato a Catania l’ho accompagnato sull’Etna e ci siamo salutati con la classica frase di rito: “Se vieni a Siena fammi sapere, che ti porto in giro!”.
Lì per lì mi ero detto: “Sì, figurati se vado a Siena con la bici…”.
Ma quando con la squadra abbiamo deciso di partecipare alle Strade Bianche, mi sono ricordato di lui e l’ho chiamato. Davide si è messo subito a completa disposizione ed è stato fantastico: ci ha guidati tra le vie di Siena e attraverso le colline per permetterci di godere del passaggio dei campioni da angolazioni davvero esclusive. Grazie ancora, Davide!
Vedere i pro’ dal vivo per un appassionato è uno spettacolo unico: ti fa capire subito a che velocità folle vadano e quanto… tu sia “scarso” in confronto! 😂
Dopo averli inseguiti tra le colline senesi, siamo riusciti a posizionarci prima della famosa salita delle Tolfe, dove la gara passava ben due volte. L’organizzazione aveva allestito un maxischermo con bar e stand di gadget: l’atmosfera era semplicemente favolosa.
Domenica: il giorno della gara!
Durante la notte un temporale ha cambiato le carte in tavola. Dal classico slogan “che si alzi la polvere”, ci siamo ritrovati di colpo a fare una gara da gravel nel fango… ma con le biciclette da corsa!
Per fortuna la nostra esperienza in mountain bike ci ha dato una grande mano rispetto ai “puristi” della strada, che abbiamo visto in evidente difficoltà sulle discese scivolose.
Arrivare al celebre muro di Via Santa Caterina è stata un’emozione indescrivibile. La folla a bordo strada che ti incita e prova a spingerti ti regala una forza incredibile, proprio in quel punto dove la pendenza ti fa pensare solo una cosa: “Ma che cazxx..!”.
Poi, bastano due curve tra i vicoli storici e all’improvviso ti si apre davanti agli occhi Piazza del Campo con il traguardo. Ci siamo raggruppati tutti con i compagni di squadra: era andato tutto per il verso giusto ed eravamo felicissimi di aver portato a termine anche questa impresa.
Il rientro e i ricordi
L’indomani mattina siamo ripartiti, affrontando i chilometri del viaggio di ritorno. Ma anche questa volta rientriamo a casa con un bagaglio speciale, aggiungendo questa avventura tra le esperienze più belle mai vissute in bicicletta.
Qui sotto alcune foto del weekend.